sabato 26 dicembre 2009

I tuoi occhi....


Una sera al chiaro di luna ho incontrato i tuoi occhi...

Lassù nel cielo due stelle con la loro luce riflettevano su di me...

Li avevo già visti nei miei sogni quei due riflessi così penetranti e pronfondi...

Ed ora che li avevo davanti a me non sapevo cosa fare...Nell'attesa li ho persi...

Li ho rivisti nel mare sui riflessi delle onde...

Ma poi esse finirono di ondeggiare...

Li ho rivisti sulla montagna lungo i suoi sentieri...

Ma poi essi sparirono con il calar della foschia...

Li ho rivisti in una collina in mezzo al suo verde

ma poi li ho persi con la neve che stava scendendo lieve...

Li ho sentiti dentro di me e li ho chiusi nel cuore...

Ora non li lascio andare via fanno parte della vita mia...

martedì 24 novembre 2009

Tu......


TU...
Non bisogna amare solo perchè gli altri ti amano,
ma amare perchè TU ami.
Non bisogna sorridere solo perchè gli altri sorridono,
ma sorridere perchè TU senti di sorridere.
L'amore che provi per qualcuno può essere infinito,
non farlo finire solo perchè lui non ama come te.
Se vuoi piangere, piangi
non fingere di non farlo solo perchè ti vergogni degli altri;
perchè ricorda che tutto ciò che fai,
è ciò che gli altri sanno "ben dire" che è sbagliato.
La vita è un attimo prezioso,
essenza dei tuoi giorni,
profumo dei tuoi anni,
chiave dei tuoi sogni...
Non vivere perchè devi alla vita,
ma vivi perchè TU sei

mercoledì 7 ottobre 2009

Se tu mi dimenticassi!!




Voglio che tu sappia una cosa.Tu sai com'è questa cosa:
se guardo la luna di Cristallo, il ramo rosso del lento autunno alla mia finestra,
se tocco vicino al fuoco l'impalpabile cenere o il rugoso corpo della legna
tutto mi conduce a te, come se ciò che esiste, aromi, luce,
metalli, fossero piccole navi che vanno verso le tue isole che m'attendono.
Orbene, se a poco a poco cessi d'amarmi
cesserò d’amarti a poco a poco.
Se d'improvviso mi dimentichi, non cercarmi, che già ti avrò dimenticata.
Se consideri lungo e pazzo il vento di bandiere che passa per la mia vita e
ti decidi a lasciarmi sulla riva del cuore in cui ho le radici, pensa
che in quel giorno, in quell’ ora
leverò in alto le braccia e le mie radici usciranno a cercare altra terra.
Ma se ogni giorno,ogni sera senti che a me sei destinata con dolcezza implacabile
se ogni giorno sale alle tue labbra un fiore a cercarmi
ahi, amore mio, ahi mia, in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né dimentica
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,e finché tu vivrai starà
tra le tue braccia senza uscire dalle mie.

sabato 18 luglio 2009

domenica 24 maggio 2009

A te


Non ti vedo, ma so dove sei.

Il tuo passo è dietro al mio,

il tuo profumo è quello dell'aiuola

che ho appena passato,

il tuo sole è quello che mi riscalda,

la tua vita è quella che sto vivendo.

Lo so che la tua ombra è dietro di me,

che il tuo cuore mi fa strada con la sua luce.

Non ti vedo, ma so che ci sei...

lunedì 11 maggio 2009

Le bugie dei nostri politici

L’AQUILA. La scossa di terremoto che la notte del 6 aprile ha devastato L’Aquila e dintorni è stata di magnitudo 6.3 della scala Ricther. Lo sostiene l’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia sul suo sito internet e si accende il dibattito sull’entità dei finanziamenti per la ricostruzione.

Intanto gli ingegneri aquilani respingono l’accusa di aver costruito una “città di cartone”. Per il capoluogo d’Abruzzo finora si è parlato di magnitudo (Ml) 5.8, che però è relativa alla registrazione di un sismografo standard a corto periodo; la magnitudo momento (Mw) 6.3 registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, invece, viene elaborata attraverso un trattamento più rigoroso che tiene conto di tutte le frequenze registrate dai sismografi della rete sismica nazionale.
È pertanto da ritenersi un dato scientificamente più corretto in quanto proveniente da più valori verificati. Gli stessi sismologi americani e giapponesi hanno rilevato una superiore magnitudo del sisma.

L’ingegner Maurizio Floris , dichiara che «i dati sull’entità del sisma sono stati cambiati, penso volutamente e con raziocinio, per evitare il risarcimento del 100% che sarebbe stato dovuto in caso di sisma maggiore di 6 gradi Richter. I dati di accelerazione al suolo sono stati impressionanti e completamente al di sopra della nuova normativa antismica del 2003. Le accelerazioni al suolo sono risultate 2, 3 e persino 4 volte superiori a quelle previste da suddetta normativa. É stato un terremoto squassante per la potenza, per l’epicentro posto a 500 metri in linea d’aria dal centro storico, per la profondità risibile di 5 km. Per chi lo ha vissuto è stata la fine del mondo, non un terremoto qualsiasi».

Floris aggiunge che «i danni maggiori sono stati riscontrati su due classi di edifici: le strutture in muratura che non hanno subìto ristrutturazioni statiche e quindi assolutamente gracili e gli edifici degli anni 60-70 costruiti prima della normativa antisismica. In quel periodo i tondini di acciaio liscio e il calcestruzzo con miscelazione manuale in betoniera sul cantiere erano la norma e quindi oggi non può gridarsi allo scandalo. La denigrazione dei professionisti aquilani e la castrazione dei dati sismici deve interrompersi».

Il presidente della Regione, Gianni Chiodi , ha escluso che una diversa classificazione del terremoto possa determinare finanziamenti maggiori. Si è innescato, però, un meccanismo di dubbi e sospetti che rischia di scatenare un putiferio. Gli aquilani chiedono chiarezza.

Domenico Ranieri (Il Centro)

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Il secondo contributo riguarda una lettera scritta da Laura, una studentessa universitaria di Colle di Roio (grazie ad Adriano per avermela inoltrata), un paesino di 733 abitanti situato a soli 4 km dall'Aquila. Su youtube è presente la testimonianza-video di un medico dello stesso paesino, che nomina Laura e la sua pugnace denuncia. Peccato, però, che la sua epistola, pur inviata a tutte le redazioni giornalistiche italiane, è stata letteralmente ignorata.
Dinanzi a simile abisso di vergogna in cui questo paese sta pericolosamente sprofondando, è super-doverosa la preghiera di pubblicare la mail di Laura sui vostri blog o spazi virtuali e di diffonderla massicciamente ai vostri contatti.
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Ciao a tutti. Oggi è il 20 aprile 2009. Per molti Abruzzesi lo sguardo è congelato all'alba del 6 aprile 2009. Io, fisso il mio sull'ennesimo sorriso paterno e rassicurante del nostro Presidente del Consiglio, che campeggia sul paginone centrale de Il Centro, quotidiano locale e che ancora una volta (pure quando un minimo di decenza richiederebbe moderazione), fa sfoggio di capacità ed efficienza facendo grandi promesse nella speranza che si dimentichi il prima possibile (si sa gli italiani hanno memoria moooolto corta), che fino al 5 aprile nel meraviglioso piano casa che si intendeva varare a imperitura soluzione della crisi economica, di norme antisismiche nemmeno l'ombra.

Vi scrivo da Colle di Roio (AQ) uno dei paesini colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.

Il mio paese.

Trovo molto difficile fare ordine nel turbinio di pensieri che mi gonfiano la testa, ma ci proverò. E scrivo questa nota perchè credo che solo uno strumento quale la rete permetta di conoscere altre verità, senza mediazioni se non quelle dell'autore.

Il nostro campo è abitato da circa trecento persone, distribuite in una quarantina di tende. Tornati da una vacanza mai iniziata, assieme a Pierluigi, abbiamo cercato di dare un contributo alle attività di gestione della tendopoli che, nel frattempo, (era passata già una settimana dall'inaspettato evento), era andata sviluppandosi.

Come sapete non sono un tecnico, nè ho una qualche esperienza di gestione logistica e di personale in situazioni di emergenza e quanto vi racconto può essere viziato da uno stato di fragilità emotiva (immagino mi si potrà perdonare). Il fatto è, che a fronte di uno sforzo impagabile profuso da molte delle persone presenti nel nostro campo, (volontari della protezione civile, della croce verde/rossa, vigili del fuoco, forze di polizia etc...), inarrestabili fino allo sfinimento, ci siamo trovati, o sarebbe meglio dire ci siamo purtroppo imbattuti, nella struttura ufficiale della Protezione Civile stessa e nel suo sistema organizzativo.

La splendida macchina degli aiuti, per quanto ho visto io, poggia le sue solide e certamente antisismiche basi, sulle spalle e sulle palle dei volontari; il resto da' l'impressione di drammatica improvvisazione. E non perchè non si sappia lavorare o non si abbiano strumenti e mezzi, ma semplicemente ed a mio parere, perchè si è follemente sottovalutato il problema fin dall'inizio.

Se e' vero che il terremoto non è prevedibile è altrettanto vero che tutte le scosse precedenti (circa trecento più o meno violente prima dell'inaspettato evento) dovevano rappresentare un serio monito. Perchè non è servito il fatto che due settimane prima del sisma alcuni palazzi presenti in via XX settembre a L'Aquila, poi miseramente sventrati, erano già stati transennati perchè le scosse che si erano susseguite fino a quel momento (la più alta di 4° grado, quindi poca cosa...) avevano fatto cadere parte degli intonaci e dei cornicioni...

Una persona minimamente intelligente, a capo di una struttura così grande quale la protezione civile, avrebbe dovuto schierare i propri uomini alle porte della città, come un esercito, pronto a qualsiasi evenienza. Ed invece mi trovo a dover raccontare che le prime venti tende del nostro campo se le sono dovute montare i cittadini del paese (ancora stravolti del sisma), con l'aiuto di una manciata di instancabili volontari, che manca un coordinamento tra i singoli gruppi presenti, che la segreteria del campo (che cerchiamo di far funzionare), è rimasta attiva fino a ieri con un Pc portatile di mia proprietà, acquistato "sia mai dovesse servire", e con quello di un volontario; che siamo stati dotati di stampante e telefono ma per la linea Adsl (in Italia ancora uno strano coso...) stiamo ancora aspettando e quello che siamo riusciti a mettere in piedi è merito dell'intelligenza di qualche giovane del posto e dei suoi strumenti tecnici; che abbiamo dovuto chiamare chi disinfettasse e portasse via mucchi di vestiti perchè arrivati sporchi e non utilizzabili; che che fino dieci giorni dal sisma avevamo un rubinetto per trecento persone, nessuna doccia, circa 20 bagni chimici e nessun tipo di riscaldamento per le tende.

Vi ricordo che in Abruzzo ed a L'Aquila in particolare la primavera fatica ad arrivare e che anche in queste notti la temperatura continua ad essere prossima prossima allo zero. Non ci si può quindi stupire che molte persone, la maggior parte delle quali anziane (e non tutte con la dentiera...), cocciutamente ed in barba alle direttive che vietano di rientrare nelle case, continuano a fare la spola dalla tenda al bagno di casa.

Potreste obbiettare che tutto sommato e visti i risultati raggiunti nel seguire più di quarantamila sfollati questi problemi sono inevitabili e bisogna solo avere pazienza. Condivido il ragionamento.

Quello che mi lascia stupita, che la gente non sa e che gli organi di informazione si guardano bene dal dire è che tutta la macchina si basa all'atto pratico, sulla volontà ed il cuore di persone che lasciano le loro case e le loro famiglie e che non pagate, cercano di ridare un minimo di dignità e conforto a chi, a partire dalla propria intimità, ha perso tutto o quasi. La protezione civile che molti immaginano (alla Bertolaso per intenderci) non esiste nei campi, almeno non nel nostro. I volontari si alternano, perchè obbligati ad andarsene dopo circa 7 giorni.

Cosa comporta tutto questo?

Che ogni settimana si vedono facce nuove con la necessità di ricominciare a conoscersi ed imparare a coordinarsi, che il capo campo cambia anche lui con gli altri e quindi può avere esperienza o meno, che spesso, ed è il nostro caso, la gestione di alcune attività è affidata ai terremotati perchè non viene inviato personale apposito, con inevitabili problemi, invidie acrimonie e litigate tra...poveri.

Volete un esempio cristallino della disorganizzazione?

La nostra psicologa, giunta al campo per propria cocciuta volontà, è rimasta anche lei solo una settimana. Vi immaginate quale può essere l'aiuto ed il sostegno che una persona addetta può dare e quale fiducia può riscuotere per permettere alle persone di aprirsi, se cambia con cadenza domenicale??? A questo si aggiungano l'inesperienza di molte persone (spesso e per fortuna sconfitta dalla volontà di far bene) e le tristi e umilianti dimostrazioni di miseria umana che ci caratterizzano e che risultano ancora più indecenti ed inaccettabili in casi di emergenza.

Qualcosa di buono però ragazzi l'ho imparata.

Ho imparato che per la richiesta di materiale devo inviare un modulo apposito e che a firmare lo stesso non deve essere il capo campo, la cui responsabilità, fortuna sua, è solo quella di gestire trecento vite, trecento anime, più tutti coloro che ci aiutano dalla sera alla mattina, ma serve il visto del Sindaco, oppure del presidente di circoscrizione oppure di un loro delegato (pubblico ufficiale). Noi dopo aver speso due giorni per individuare chi dovesse firmare questi benedetti moduli, sappiamo che dobbiamo prendere la macchina e quando serve (ovviamente più volte al giorno), raggiungerlo al comune.

Un'ultima noticina.

Due giorni fa la Protezione civile si è riunita con gli esperti, ed ha ritenuto che non vi siano motivi di preoccupazione relativamente alle dighe abruzzesi (la terra trema ogni giorno). Ora ricordandomi che analoga sicurezza era stata espressa all'alba di una scossa di quarto grado e pochi giorni prima che il nostro inaspettato evento facesse trecento morti e azzerasse l'economia e la vita di migliaia di persone...ho provveduto, poco elegantemente, ad eseguire il noto gesto scaramantico...

Però dei regali li ho ricevuti.

Sono le lacrime di molte delle persone che hanno lavorato alla tendopoli, trattenute a stento nel momento dei saluti; sono le parole e gli sguardi dei vecchi del paese, che mescolano dignità e paura, coraggio e rassegnazione, senza mai un lamento.

Un'altra cosa.

Vi prego chiunque di voi possa, prenda il treno l'aereo o la macchina e si faccia un giro per L'Aquila e dintorni. Le tendopoli non sono tutte come quelle a Collemaggio. Scoprirete il livello di falsità che viene profuso a piene mani dagli organi di comunicazione oramai supini e del livello di indecenza del ns presidente del consiglio che prima con lacrime alla cipolla e poi con sorrisi di plastica distribuisce garanzie e futuro a chi, vivendo in tenda e saggiando sulla pelle la situazione sa, che sono tutte palle.

I morti sono serviti subito per mostrarsi umano e vicino alle famiglie, ma ora è meglio dimenticarli in fretta..Via via..nessuna responsabilità, nessun dolo. I pm sono dei malvagi.. ricostruiamo in fretta.. forza la vità e bella, vedrete, tra un mese sarete tutti a casa... Conoscete i nomi delle famiglie che doveva ospitare nelle sue ville?

Le virtù umane travalicano gli eventi, le sue miserie non hanno confini.

Se volete vi prego fortemente di inviare questa mail a quanti vi sono amici.
La stampa nazionale si è guardata bene dal pubblicarla.

Un saluto a tutti.

Laura

In Italia si è capaci solo a nascondere anche le verità più evidenti!!!!
buona serata!

venerdì 27 marzo 2009

sabato 14 marzo 2009


Sull'Amore"

Si chiama amore ogni superiorità, ogni capacità di comprensione,
ogni capacità di sorridere nel dolore.
Amore per noi stessi e per il nostro destino, affettuosa adesione
a ciò che l'Imperscrutabile vuole fare di noi anche quando
non siamo ancora in grado di vederlo e di comprenderlo -
questo è ciò a cui tendiamo.

giovedì 5 marzo 2009

Poveri Padroni

Manager, banchieri e capitani d´industria restano immuni da responsabilità.
Per loro, se c´è qualcosa che non va è a causa del mercato internazionale.
E la colpa di chi sarebbe, allora?
Chiaro, dei dipendenti pubblici, definiti "fannulloni", poco produttivi e troppo garantiti.
Allora si cancella il diritto di sciopero, si scelgono gli interlocutori sindacali più fidati (CISL, UIL, UGL - tra poco la riottosa CGIL), si attacca la Costituzione e i diritti fondamentali dei lavoratori ai quali far pagare la grave crisi economica, mentre padroni pubblici e privati continuano ad incassare miliardi di stipendi e bonus.
E i padroni, infatti, ringraziano, per questa ulteriore difesa dei loro interessi!
La Marcegaglia, presidente di Confindustria, si butta a capofitto sulla proposta del governo dicendo che bisogna estendere l'istituto della consultazione referendaria ad altre categorie, che il tema della rappresentatività va affrontato anche nel privato.
Non bastava l'accordo già fatto sulla riforma della contrattazione con la quale i lavoratori non avranno più un contratto nazionale; con questo provvedimento, il governo prova a mettere definitivamente nelle mani dei "sindacati di regime" la rappresentatività di tutto il mondo del lavoro costituendo, di fatto, un'unica corporazione con i padroni ed il governo.
La Cisl di Bonanni si è detta subito d'accordo, la Uil addirittura promuove l'idea dello sciopero virtuale e la Cgil è critica su alcune parti.
Quella della limitazione del diritto di sciopero è una strada che si sa dove comincia ma non si sa dove finisce.
Anzi, lo sappiamo benissimo.
Il governo comincia con i trasporti, poi passerà a tutti i servizi di pubblica utilità, poi al pubblico impiego e alla fine, per coerenza, la valanga investirà il settore privato.

6 MARZO 2009 - GIORNATA NAZIONALE IN DIFESA DEL DIRITTO DI SCIOPERO
28 MARZO 2009 - MANIFESTAZIONE NAZIONALE
23 APRILE 2009 - SCIOPERO GENERALE

Pubblicato da Sale del mondo blog su Libero

sabato 14 febbraio 2009

E' proibito


Due corpi avvinghiati
due labbra che si cercano
si trovano
giocano.
Un lungo bacio
un sorriso
una carezza
una promessa
e un forte abbraccio.
Un attimo d’amore,
una circostanza,
una deviazione,
in questo mondo
davanti a questo muro:
dove…………………
l’amore non è più permesso.

mercoledì 28 gennaio 2009

Notizie

28-01-2009 - 18:48 Tags: notizie veneto
Cittadella L'annuncio di Bitonci «Il mio stipendio di sindaco andrà alle famiglie numerose»
CITTADELLA. Lo stipendio del sindaco alle famiglie bisognose. Per il secondo anno, il deputato Massimo Bitonci annuncia di rinunciare all’indennità di sindaco in favore dei meno abbienti. I circa 30.000 che spettano ai sindaci dei Comuni sopra i 20.000 abitanti, spiega Bitonci, quest’anno saranno destinati ad aiutare le famiglie cittadellesi con più di 3 figli minori. La misura, sottolinea Bitonci, per venire incontro ai bisogni delle famiglie numerose che, in questo periodo di difficoltà economica, devono fare i conti con le spese di istruzione e l’acquisto di beni essenziali per i figli.
Il contributo «una tantum», nella misura di 300-500 euro a nucleo familiare in base al numero di domande, verrà destinato a un bacino potenziale di un centinaio di famiglie. Bisogna presentare domanda entro il 3 luglio e possedere i requisiti anagrafici e di reddito previsti per il contributo: essere cittadini italiani residenti a Cittadella, avere almeno 3 figli minorenni e possedere un Isee (Indicatore di situazione economica equivalente) riferito ai redditi 2008 non superiore a 30.000 euro.
«Le famiglie numerose - spiega Bitonci - in questo periodo di generale difficoltà economica, patiscono in misura maggiore e rischiano di non poter soddisfare i propri bisogni primari. Negli ultimi anni, sia a livello nazionale che regionale, si è assistito a un potenziamento degli interventi di carattere economico a favore delle famiglie ad esempio con il contributo statale alle neo-mamme, il contributo regionale per l’acquisto dei libri di testo, materiale scolastico e trasporto, la social card e le agevolazioni tariffarie per famiglie meno abbienti. L’amministrazione comunale ha deciso di aggiungere questo nuovo beneficio per chi ha almeno 3 figli minori».
Un intervento possibile grazie alla rinuncia da parte del sindaco della sua indennità. Lo scorso anno, quei 30.000 euro erano serviti per potenziale il fondo delle politiche sociali del Comune. «Ho deciso di rinunciare all’indennità - aggiunge Bitonci - per costituire un fondo economico per l’incremento delle attività sociali. Considerato che la somma necessaria ad aiutare i cittadini in difficoltà è sempre più esigua, visti i tagli che siamo costretti ad operare nel bilancio comunale, ho ritenuto per quest’anno di devolvere la mia indennità».
«Rinuncia a qualcosa che non gli spetta - strillano gli oppositori sostenendo che gli «stipendi» di parlamentare e sindaco non sono cumulabili. «Secondo la delibera 69 della Corte dei Conti della Lombardia del 22 settembre 2008 - ribatte Bitonci - le due indennità non sono incompatibili. Io guardo le sentenze. E in ogni caso ho sempre rinunciato a quella di sindaco».

sabato 17 gennaio 2009

Silenzio


Ho bisogno di silenzio
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore
non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.

Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina
disorietante dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.

Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno ?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio

venerdì 16 gennaio 2009


UN DONO
di Mahatma Gandhi

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo.

giovedì 1 gennaio 2009



Davideeee,per te!!!!!

Cammini


Cammini con te stesso nella notte.
Odori, suoni, sensazioni riempiono i tuoi sensi.
Una leggera brezza ti inebria.
Le spalle sono forti: hanno sopportato tanto,hanno lottato, ora sono stanche ma piene di esperienza e ricordi di vita.
Hanno dato tutto, ricevuto tanto ma poi ? tutto quello che fai ti è dato per scontato : tutto dovuto.
Potrebbero affrontare l'impossibile.
Manca un sorriso ,manca una nuvola che ti avvolge, manca un fremito, una luce negl'occhi.
Così continui a camminare nella notte.